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Importante convegno su bullismo e cyberbullismo al Liceo Albertini di Nola

Pubblicato in data 13 feb 2026
Ultima Revisione in data 15 feb 2026

Il Liceo Albertini di Nola ha ospitato un significativo momento di formazione e riflessione dedicato al tema del bullismo e del cyberbullismo, fenomeni purtroppo sempre più presenti nella vita quotidiana dei giovani.

All’incontro sono intervenuti i rappresentanti della Polizia Cibernetica (già Polizia Postale) – il Vice Ispettore Sara Piccirilli e l’Agente Manzi Vincenzo – insieme al Magistrato della Corte di Appello di Napoli, Dott. Arturo Avolio, offrendo agli studenti un contributo autorevole, concreto e ricco di esempi reali.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito di un progetto nazionale promosso dalla Polizia Cibernetica, che prevede l’organizzazione di incontri tra le Forze di Pubblica Sicurezza e gli studenti delle scuole, con l’obiettivo di far comprendere – attraverso dati e casi concreti – i pericoli connessi all’utilizzo della rete e dei social network.

Come ribadito durante il convegno, dove c’è Cultura, Formazione e Giustizia il Liceo Albertini di Nola è sempre presente, impegnato nella promozione della legalità, della consapevolezza digitale e della responsabilità civile.

Che cos’è il bullismo

I relatori hanno chiarito che il bullismo è un comportamento aggressivo ripetuto nel tempo, caratterizzato da uno squilibrio di potere tra chi agisce e chi subisce. Non si tratta di uno scherzo occasionale, ma di un’azione intenzionale finalizzata a ferire una persona percepita come più debole.

Il bullismo può manifestarsi in diverse forme:

  • Fisico: spintoni, aggressioni, danneggiamento di oggetti personali

  • Verbale: insulti, prese in giro, minacce

  • Psicologico: esclusione dal gruppo, isolamento, diffusione di voci

Le conseguenze possono essere profonde e durature:

  • Ansia

  • Paura

  • Tristezza

  • Isolamento

  • Bassa autostima

Che cos’è il cyberbullismo

Il cyberbullismo rappresenta la stessa forma di prepotenza, ma si manifesta online, attraverso social network come Instagram e TikTok o applicazioni di messaggistica come WhatsApp.

È particolarmente pericoloso perché:

  • Può avvenire in qualsiasi momento

  • Può essere anonimo

  • Si diffonde rapidamente

  • Può prevedere la pubblicazione di foto o video senza consenso

  • Può essere realizzato tramite profili falsi

La dimensione digitale amplifica il danno, rendendo più difficile per la vittima sottrarsi alla violenza e aumentando l’impatto psicologico dell’evento.

Cosa fare in caso di bullismo o cyberbullismo

Durante l’incontro è stato sottolineato quanto sia fondamentale non restare in silenzio.

In particolare, è importante:

  • Non rispondere alle provocazioni

  • Salvare le prove (messaggi, screenshot, immagini)

  • Parlare immediatamente con un adulto di riferimento

  • Segnalare l’accaduto tramite il portale della Polizia Cibernetica

Chiedere aiuto è un atto di responsabilità e di coraggio.

Un messaggio chiaro agli studenti

Il convegno si è concluso con un forte richiamo ai valori del rispetto, della legalità e della consapevolezza digitale.

“Il bullismo ferisce, il rispetto fa crescere: a scuola scegliamo di essere dalla parte giusta.”

“Il bullismo non è uno scherzo: è violenza. E il silenzio lo rende complice.”

Il Liceo Albertini continua così il proprio impegno educativo, promuovendo una cultura della prevenzione e dell’ascolto, affinché ogni studente possa sentirsi accolto, tutelato e valorizzato in un ambiente scolastico sicuro e inclusivo.

 

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