Importante convegno su bullismo e cyberbullismo al Liceo Albertini di Nola
Ultima Revisione in data 15 feb 2026
Il Liceo Albertini di Nola ha ospitato un significativo momento di formazione e riflessione dedicato al tema del bullismo e del cyberbullismo, fenomeni purtroppo sempre più presenti nella vita quotidiana dei giovani.
All’incontro sono intervenuti i rappresentanti della Polizia Cibernetica (già Polizia Postale) – il Vice Ispettore Sara Piccirilli e l’Agente Manzi Vincenzo – insieme al Magistrato della Corte di Appello di Napoli, Dott. Arturo Avolio, offrendo agli studenti un contributo autorevole, concreto e ricco di esempi reali.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito di un progetto nazionale promosso dalla Polizia Cibernetica, che prevede l’organizzazione di incontri tra le Forze di Pubblica Sicurezza e gli studenti delle scuole, con l’obiettivo di far comprendere – attraverso dati e casi concreti – i pericoli connessi all’utilizzo della rete e dei social network.
Come ribadito durante il convegno, dove c’è Cultura, Formazione e Giustizia il Liceo Albertini di Nola è sempre presente, impegnato nella promozione della legalità, della consapevolezza digitale e della responsabilità civile.
Che cos’è il bullismo
I relatori hanno chiarito che il bullismo è un comportamento aggressivo ripetuto nel tempo, caratterizzato da uno squilibrio di potere tra chi agisce e chi subisce. Non si tratta di uno scherzo occasionale, ma di un’azione intenzionale finalizzata a ferire una persona percepita come più debole.
Il bullismo può manifestarsi in diverse forme:
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Fisico: spintoni, aggressioni, danneggiamento di oggetti personali
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Verbale: insulti, prese in giro, minacce
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Psicologico: esclusione dal gruppo, isolamento, diffusione di voci
Le conseguenze possono essere profonde e durature:
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Ansia
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Paura
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Tristezza
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Isolamento
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Bassa autostima
Che cos’è il cyberbullismo
Il cyberbullismo rappresenta la stessa forma di prepotenza, ma si manifesta online, attraverso social network come Instagram e TikTok o applicazioni di messaggistica come WhatsApp.
È particolarmente pericoloso perché:
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Può avvenire in qualsiasi momento
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Può essere anonimo
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Si diffonde rapidamente
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Può prevedere la pubblicazione di foto o video senza consenso
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Può essere realizzato tramite profili falsi
La dimensione digitale amplifica il danno, rendendo più difficile per la vittima sottrarsi alla violenza e aumentando l’impatto psicologico dell’evento.
Cosa fare in caso di bullismo o cyberbullismo
Durante l’incontro è stato sottolineato quanto sia fondamentale non restare in silenzio.
In particolare, è importante:
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Non rispondere alle provocazioni
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Salvare le prove (messaggi, screenshot, immagini)
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Parlare immediatamente con un adulto di riferimento
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Segnalare l’accaduto tramite il portale della Polizia Cibernetica
Chiedere aiuto è un atto di responsabilità e di coraggio.
Un messaggio chiaro agli studenti
Il convegno si è concluso con un forte richiamo ai valori del rispetto, della legalità e della consapevolezza digitale.
“Il bullismo ferisce, il rispetto fa crescere: a scuola scegliamo di essere dalla parte giusta.”
“Il bullismo non è uno scherzo: è violenza. E il silenzio lo rende complice.”
Il Liceo Albertini continua così il proprio impegno educativo, promuovendo una cultura della prevenzione e dell’ascolto, affinché ogni studente possa sentirsi accolto, tutelato e valorizzato in un ambiente scolastico sicuro e inclusivo.
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